| Fiducia nel Terzo Settore, si può. Spiragli per l'Agenzia di Zamagni |
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CATANIA - Si è svolto sabato 18 Febbraio, presso l’Aula Magna della Facoltà di Economia di Catania, il convegno “Accontability: motivi e strumenti di fiducia per il Terzo Settore”, patrocinato da Centro Servizi Volontariato Etneo (CSVE), Comune di Catania, Confcooperative, Connecting People e Unicoop. L’evento è stato organizzato da Settore NoProfit, uno studio di consulenza e servizi per gli enti non profit che mette a disposizione competenze legali, fiscali, progettuali, comunicative ed informatiche, nonché seguito da Terzo Settore.tv attraverso una diretta streaming e una serie di interviste. Rivedi il convegno:
Questo e altri temi sono stati affrontati ed approfonditi dagli importanti relatori che sono intervenuti. Ad aprire la giornata l’avvocato Giuseppe Magra, consulente legale Settore NoProfit, il quale ha presentato gli obiettivi del seminario, seguito subito dopo da Ignazio Di Fazio, vice presidente del Centro Servizi Volontariato Etneo, che si è soffermato sui miti e le leggende del Terzo Settore. Ha manifestato un forte orgoglio nell’assistere all’ascesa del Centro Servizi, partito dieci anni fa con realtà che sono cresciute fino a diventare indipendenti ed autonome. Di Fazio ha continuato dicendo che non esiste un volontariato al di fuori della società o della storia economica, le associazioni di volontariato non hanno fini di lucro ma non per questo devono essere collocate all’esterno del servizio sociale.
In seguito è intervenuto Paolo Venturi, direttore Aiccon centro studi e ricerche, che ha sottolineato che parlando di terzo settore si usano quasi sempre le espressioni “non a scopo di lucro, non imprenditoriale, non governativo”, tutte definizioni negative e, secondo lui, è impossibile definire qualcosa dicendo ciò che non è. “ Nel modello dicotomico – continua Venturi – la società civile non gioca un ruolo specifico in economia, mentre nella prospettiva dell’economia civile, la società gioca un ruolo in economia rilevante, specifico e non sostituibile. Si parla quindi di modello bipolare”. A seguire l’intervento di Adriano Propersi, professore di Economia presso il Politecnico di Milano e consigliere dell’Agenzia per il Terzo Settore. Ha parlato delle linee guida specifiche del bilancio d’esercizio, necessarie per sopperire alle lacune precedentemente presenti, grazie ad un atto di indirizzo approvato dal Consiglio dell’Agenzia, così da spingere gli enti alla redazione di bilanci uniformi, che consentano anche confronti nel tempo e fra i vari soggetti.
La parola è passata poi ad Elisabetta Patrizi dirigente della Divisione II, associazionismo della direzione generale del Terzo Settore del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la quale ha parlato del cinque per mille, istituto che fin dall’inizio ha riscosso grande successo tra tutti i contribuenti e che è stato introdotto nella finanziaria del 2006. Potrebbe quasi essere considerato una forma indiretta di finanziamento per il Terzo Settore. Ha inoltre spiegato il concetto di rendicontazione, che va inserito in un discorso di responsabilità, dovendo rendere conto degli impegni presi e della responsabilità del progetto per poter dimostrare gli scopi raggiunti. Il tenente colonnello della Guardia di Finanza, Giovanni Borgogna si è soffermato invece sull’attività nei confronti degli enti non profit secondo la circolare n. 1/2008, analizzando tutti i vari step a partire dal primo sull’accesso e ricerca documentale fino ad arrivare al settimo sulla verifica della disciplina sull’iva.
Per concludere sono poi intervenuti Eleonora Contarini di Unicoop, Vito Accardo di Connecting People e Pino Di Francesco di Arci Nazionale.
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