|
"L'intervista" -
"L'intervista"
|
|
Scritto da Nicola Saracino
|
|
Martedì 14 Febbraio 2012 06:27 |
|
FOGGIA - Cosa ti piacerebbe cambiare di questa città? La risposta più frequente è purtroppo quella che condanna questa città allo stato attuale delle cose, ad essere fanalino di coda nella classifica di vivibilità delle città italiane: la rassegnazione che nulla può sollevare una città con così tanti problemi che trova esplicazione nella frase “Forse è meglio andarsene altrove”.
Ammetto che in alcuni momenti di sconforto tra immondizia e assenza di educazione civica anch'io ho pensato di andarmene ma riflettendoci bene questa città ha tanti lati positivi e tante persone che non si arrendono e che vogliono attraverso il loro tempo ed il loro lavoro aiutare il prossimo e se stessi. Quando giorni fa mi è stata posta la stessa domanda e quindi di scrivere queste poche righe mi è venuta in mente una trasmissione radiofonica che racconta tutti i giorni l'esperienza di queste persone appagate da un sorriso, da un abbraccio o da un semplice “grazie” di uno sconosciuto. Sarebbe opportuno mettere a disposizione di queste persone o associazioni di volontariato degli spazi dedicati al loro prezioso lavoro per sopperire alle mancanze della pubblica assistenza. Penso ad un “Centro della Parola” dove possano essere accolte tutte quelle famiglie che incontrano disagio nell'assistere un familiare nel disturbo del linguaggio, dal più lieve all'autismo. In molti casi anche la semplice diagnosi può risultare complicata agli occhi di un profano e l'assenza di centri specializzati in alcuni casi porta alla sottovalutazione del problema e alla sua complicazione nel tempo. Un centro riabilitativo di alto livello curato da personale volontario preparato e autofinanziato dal lavoro prodotto dagli stessi pazienti nelle loro attività terapeutiche o dai proventi derivanti dalle terapie di coloro che hanno la possibilità di pagarle penso sia la risposta a tutte quelle famiglie meno abbienti che per avere una diagnosi precisa devono attendere lunghe liste d'attesa e che non riescono a far fronte alle spese che la malattia costringe ad affrontare.
Domenico Cascioli, Giovani Idv Foggia
|
Seguici su: