Domenica 20 Maggio 2012

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Chiesa, Riccardi: applicare Ici escludendo no-profit E-mail
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riccardi

ROMA - Applicare l'Ici alla Chiesa escludendo il no-profit. Lo dice, intervistato dal quotidiano ''La Stampa'', Andrea Riccardi, ministro per la Cooperazione internazionale, dopo le dichiarazioni del presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco, per il quale ''i conti a posto da soli non salvano l'uomo''.

Dopo la manovra rigorosa del governo, spiega il ministro, ''la fase due va proprio in direzione di una maggiore equita', con ammortizzatori sociali, lotta all'evasione e provvedimenti per lo sviluppo e l'occupazione''.

D'altronde, prosegue, ''se non ci fossero stati tagli sarebbe andato in crisi lo stato sociale. E a pagare di piu' sarebbero stati proprio i poveri. Quando le risorse scarseggiano occorre scegliere. Anche io ho fatto delle scelte. E ho deciso che le Regioni usino i soldi del fondo famiglia per gli asili nido e per l'assistenza domiciliare degli anziani'' perche' ''i conti sono importanti ma ci sono anche delle ragioni di fondo essenziali''.

Il ministro interviene dunque sulla questione dell'Ici alla Chiesa, precisando che ''la scelta e' nelle mani del premier Monti. Sta esaminando bene tutti gli aspetti della questione e decidera' lui personalmente per il meglio'' aggiungendo che da parte sua non c'e' esitazione nel dire che ''la Chiesa e le altre organizzazioni no profit di solidarieta' svolgono un'importante funzione, ma certamente, laddove si ravvisassero attivita' commerciali o miste si dovra' intervenire con le tasse''. Ma, conclude, ''sia chiaro: non siamo di fronte alla presa di Porta Pia. La soluzione non e' cosi' difficile''.

 

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